Un passo alla volta

E' da un po' di tempo che sto affrontando un lungo e travagliato percorso interiore che mi porta ad aprire tutte quelle porte oscure nella mia mente che avevo chiuso e razionalmente non avrei mai aperto. Di conseguenza si sta manifestando in me un processo di trasformazione sia a livello fisico che spirituale e mentale. In tutto questo tempo la mia parte più autentica ha tentato di spingermi a divulgare la mia esperienza come testimonianza ma la mia mente ha fatto tanta resistenza perché mi raccontavo di non esser pronto. Non ero pronto, è vero, perché la sentivo una responsabilità troppo grossa per me. Sapevo che questo mi avrebbe fatto piovere addosso il giudizio, l'indignazione e la rabbia della maggior parte delle persone intorno a me, soprattutto per il fatto di essermi battuto da sempre per qualcosa che oggi scopro che non fa parte di ciò che sono davvero. La paura del giudizio, che tra l'altro ho patito per tutta la vita, mi ha frenato fino ad ora. Ieri sera però, entrando in Facebook, sono rimasto folgorato dal post di un caro amico di cui ho grande stima e di cui nutro un profondo affetto fraterno. Annunciava il suo processo di trasformazione sessuale per diventare donna. So che questo è un processo irreversibile, lo conosco bene perché in passato per lungo tempo ho raccolto informazioni al riguardo col desiderio di fare lo stesso. Questa cosa mi ha fatto comprendere che devo mollare le resistenze ed essere un punto di appoggio per i miei amici e le persone che stanno vivendo lo stesso disagio interiore che io vivo da che ho ricordo.
La vita, in un modo o nell'altro, ha fatto sì che io facessi marcia indietro e cambiassi direzione rispetto a questa decisione. Oggi, invece, sta facendo emergere situazioni che ho sempre rifiutato ma che stavano comandando la mia vita e le mie scelte come un burattino manovrato da qualcuno nascosto dietro un sipario. Scoprirlo mi ha permesso di constatare che chi ho sempre creduto di essere non è realmente ciò che sono e che la mia vera essenza è stata soffocata per tutto questo tempo. Sto imparando a riconoscere quando la parte spirituale, il mio io piú elevato e autentico, mi comunica e mi guida. Grazie a questo ho scoperto dell'esistenza delle due energie, maschile e femminile, che vivono dentro di me come in ognuno di noi. Ho osservato come a volte la nostra mente, in base a ciò che si vive nell'infanzia, si identifica in una delle due energie e rifiuta a priori l'altra schiacciandola e creando un disequilibrio interiore che ci porta lontano da ciò di cui l'essenza è fatta: ciò comprende l'unione e l'equilibrio di queste due parti dentro di noi. Scoprendo queste cose sono stato condotto dove la mia Anima era incastrata e quasi prosciugata della sua energia. Ma ciò che è peggio è che insieme a lei c'erano tante altre anime nella stessa situazione. Ho potuto portarla in salvo e solo adesso sto imparando a prendermene cura coltivando e nutrendo ciò che davvero ha scelto che io faccia in questa vita. Io non so a che punto del suo processo di trasformazione sia questo mio amico. Mentalmente lo comprendo molto bene, proprio perché a lungo ho desiderato farlo anch'io. Anima però oggi mi dice che lei non sbaglia ad incarnarsi in un corpo piuttosto che un'altro. Viene fatto uno studio accurato prima di incarnarsi che comprende anche la scelta di ciò che dobbiamo vivere e che dobbiamo attraversare per poter maturare la decisione di voler comprendere veramente chi siamo. E' la mente con le sue fragilità che invece viene manipolata e condizionata dalla personalità che costruiamo per proteggerci dal mondo, così come è facile che venga manipolata da energie che non hanno a che fare né con noi, né con la nostra personalità, né tantomeno con la nostra Anima. Constatare concretamente e riconoscere questo mi ha procurato una sofferenza indescrivibile e uno smarrimento che non riesco nemmeno a spiegare a parole. Ma la sofferenza è solo della mente quando scopre che le cose non stanno come ha sempre creduto. Mi accorgo che, comprendendo questo, ogni tassello della mia vita prende un posto preciso e coerente. C'è una parte di me che vorrebbe far finta di nulla e lasciar procedere il mio amico in quel che ha scelto di fare proprio perché ricordo quanto fossi determinato e deciso io in passato nel volerlo. La mia parte più autentica, invece, mi spinge a scrivere a lui privatamente e qui pubblicamente. Mi ricorda che sono portavoce della mia esperienza e che raccontare il mio vissuto e tutto ciò che ho scoperto e continuerò a scoprire passo a passo è una mia responsabilità.
Ovviamente da parte mia non vuole e non può esserci alcun tipo di giudizio in questa scelta che molte persone si apprestano a fare o desiderano nel profondo. Non ho nemmeno alcuna pretesa di esser preso in considerazione dalla maggior parte delle persone. Spero però che queste parole possano stimolare le coscienze di quelle poche persone che si pongono delle domande su loro stesse a cercare delle risposte, tenendo conto che, a volte, le risposte che riceviamo dalla vita possono essere molto lontane da quello che la nostra mente vorrebbe sentire.

 

Articolo di Simone Giglio.