Imparando a Volare

Mi chiamo Davide, ho 36 anni. Questa avventura, che ormai posso chiamare la mia vita, ha avuto inizio circa 4 anni fa. Mi sentivo solo ed ero stufo della solita routine; ho iniziato a domandarmi quale fosse lo scopo della mia vita. Avevo difficoltà a trovare una relazione, vivevo difficoltà economiche e lavoravo per un fine prettamente legato al denaro. Volevo fare qualcosa che amavo e che mi permettesse allo stesso tempo di procurarmi il sostentamento necessario. Ancora non sapevo cosa e come, ma desideravo invertire la rotta. Inconsciamente, avevo iniziato a chiedere aiuto alla vita, probabilmente avevo iniziato a rispondere alla sua chiamata.

Così ebbe inizio la mia nuova avventura, la vita iniziò a guidarmi verso la trasformazione che cercavo; un giorno mi capitò per le mani il libro di Antonio D’Elia e Maria Cagnetta, “Ciò che sei non è”, che racconta della loro esperienza, di come sono arrivati a trasformare la loro vita, esprimendo appieno la loro essenza e traendo da ciò il loro sostentamento. Nel libro parlano di “talento animico” ossia quella capacità intrinseca che ogni essere umano porta dentro di sé sin dalla nascita, come un dono. Questo mi risuonò molto perché era proprio la risposta alla mia richiesta: fare qualcosa che mi appartenesse, che riempisse tutte le mie giornate e che dava uno scopo e un senso più profondo alla mia vita.
Così iniziai a frequentare la loro scuola. È proprio lì che conobbi Valentina, la mia attuale compagna, che come me voleva trasformare la sua vita. Entrambi, spinti da questo desiderio comune, abbiamo costruita la nostra relazione proprio su questa trasformazione, aiutandoci a vicenda, come due complici uniti da uno scopo comune: trovare la nostra strada!
Abbiamo iniziato a scorgere in noi un potenziale che era pronto ad emergere dal profondo del nostro cuore, dalla nostra Anima, la nostra mente non lo conosceva e quindi lo rifiutava. Questo rifiuto è il più grande scoglio da superare perché è grazie a quelle idee e convinzioni che la mente è riuscita a sopravvivere fino ad oggi e ha paura di lasciarle andare. Sono le stesse idee e convinzioni che mi hanno fatto sentire solo e insoddisfatto, inculcandomi paure che mi allontanavano dalla mia essenza, dal mio cuore. Per questo nelle relazioni a volte non riusciamo ad esprimerci in maniera autentica con l’altra persona. Anziché dare incondizionatamente cerchiamo di colmare quel vuoto che sentiamo dentro, pretendendo che sia l’altra persona a farlo. Così non andiamo nella direzione di creare un unione solida basata sull’amore e sulla verità, tendiamo a difendere le nostre convinzioni, i nostri aspetti egoici, che ci conducono in litigi distruttivi fino ad allontanare i due cuori. Tutto questo viene inconsciamente trasmesso e assorbito dai figli che come spugne assorbono e restituiscono l’ambiente in cui sono immersi.
Man mano che sgretolavamo le nostre convinzioni abbiamo compreso la differenza tra emozione e sentimento. Quest’ultimo aveva sempre più spazio per poter emergere, ed è proprio dall’ascolto di quel sentimento che è nato il progetto di Imparando a Volare. Esso ha l’intento di trasmettere a ragazzi, bambini e genitori ciò che noi, giorno dopo giorno, stavamo comprendendo e mettendo in pratica: scoprire chi siamo realmente nel profondo e lasciare che questa parte di noi possa esprimersi liberamente. Mi riferisco a una parte più profonda che è lì per guidare l’individuo senza paura e senza giudizio verso la sua strada.

Lungo il cammino la vita ha iniziato a metterci di fronte le prime prove per darci la possibilità di sperimentare ciò che avevamo appreso. Sono iniziati i primi cambiamenti nella materia: trasferimenti, convivenza, cambi di lavoro. In ogni cambiamento abbiamo dovuto trovare un nuovo equilibrio dentro di noi e di conseguenza nella coppia, ci siamo trovati a smussare ancora di più le nostre convinzioni sulla relazione e sulla vita trasmesse dalle nostre famiglie di origine.
Sapevamo che questi erano passaggi che dovevamo affrontare, ma sapevamo anche che prima o poi ci saremmo trasferiti nel luogo in cui Antonio e Maria stavano costruendo l’Ecovillaggio Albero della Vita. Questo avvenne quando Valentina rimase incinta di Matteo, il nuovo che stava arrivando ci diede la spinta di lasciare il vecchio. Entrambi lasciammo il lavoro precedente per dedicarci completamente al progetto di Imparando a Volare e dell’Ecovillaggio, felici del fatto che nostro figlio sarebbe cresciuto a contatto con la natura e gli animali. Il bambino si è poi rivelato molto attratto dagli animali, il suo film preferito è: il re leone e passa molto tempo con gli animali domestici e della fattoria. Ci stavamo affidando alla vita e alle nostre capacità che essa stava facendo emergere in noi giorno dopo giorno.
Arrivò presto il termine della gravidanza; la nascita di Matteo portò tanta felicità ma allo stesso tempo nuove responsabilità e nuove difficoltà, un’ulteriore processo di trasformazione personale e della coppia, ma anche un ulteriore spinta nel continuare il nostro processo di evoluzione.
La prima difficoltà che ho incontrato nell’essere padre è stata il cambiamento delle abitudini; avevo inizialmente preso mio figlio come una fatica e non una gioia perché mi sentivo privato della mia libertà. Ma cosa insegnavo a mio figlio con questo atteggiamento? Può essere vero che un bambino possa privarci della libertà, o forse mi stavo approcciando alla situazione in maniera egoica, pensando prima a me stesso che a lui?
Arrivò un’altra lezione di vita, mi resi conto che nonostante il sentimento che provavo per lui, non ero in grado di amarlo incondizionatamente, e mi sentii male per tutto ciò. Mi resi conto che mi approcciavo con questo egoismo anche in altre situazioni, come se dovessi sempre avere un tornaconto. Grazie a Matteo sto imparando ad amare incondizionatamente. Ho compreso che il vero tornaconto è ciò che provo nel riuscire ad approcciarmi in ogni situazione con l’amore, senza aspettarmi nulla in cambio. La natura insegna bene questo meccanismo, quando si semina passa un bel po di tempo prima di poter raccogliere i frutti e a volte nemmeno arrivano. Allo stesso modo, ciò che io e Valentina abbiamo seminato attraverso l’espressione della nostra essenza, non sempre si è manifestato come ce lo aspettavamo. Il primo pensiero è quello di non essere in grado, di non sentirsi all’altezza, ma sono proprio questi pensieri di sfiducia che allungano i tempi di risposta della vita. Essa ci sta insegnando ad avere fiducia in lei, come il seme lo ha nella terra, di non preoccuparci se non vediamo dei frutti immediati, ma che ogni azione, se fatta con amore, porterà comunque ad un risultato. Il primo pensiero è quello di non essere in grado, di non sentirsi all’altezza, questi pensieri di sfiducia allungano i tempi di risposta della vita.
Imparando a Volare è il frutto di questo tipo di esperienze e consapevolezze. Passare dall’emozione al sentimento è la sfida dell’adulto, il bambino ha bisogno di imparare a riconoscere le due energie e valorizzare la parte del cuore. Questa parte nella nostra società è vista come una debolezza e quindi spesso la sensibilità tipica del bambino viene scoraggiata.

Per informazioni sugli incontri dedicati alle famiglie: https://www.alberodellavita.info/events

 

Articolo di Davide Bonollo.