Il mio inizio

Mi chiamo Valentina e ho 28 anni. Vengo da una famiglia di sei figli.
Ho sempre lavorato nell’azienda di famiglia credendo che quello fosse il mio scopo, mandare avanti
l’attività. Così non ho mai prestato molta attenzione ad altro.
Finché sentì che nella mia vita qualcosa mancava, quella spinta che ti sveglia al mattino e che ti dà quella
voglia di vivere la vita.
E da qui ho iniziai a chiedermi chi fossi, perché ero venuta al mondo.
Era possibile che fossi qui per portare avanti un’azienda a cui sono solo affezionata ma che non riempie il
mio cuore?
Ma cos’è questo essere affezionata se non una dipendenza emotiva?
Una gran parte di me pensava ai sacrifici che i miei genitori avevano fatto per quell’azienda, nel cercare di
lasciare qualcosa ai figli. E il non sentire la spinta di proseguire il loro progetto mi faceva vivere un senso di colpa. Ma ero certa che non volevo farlo. Quindi? Ora?
Presa questa decisione però c’era ancora un'altra idealizzazione che offuscava la mia vista...
Il credere fermamente di esser venuta al mondo per mia sorella e mia madre. Per poterle aiutare.
Mia sorella minore è una ragazza disabile, che in tutto ha bisogno d’aiuto. La amo follemente ma il pensiero che un domani, in assenza di mia madre, avrei voluto prendermene cura io, ha creato in me una sorta d’amore malato.
Ero arrivata a non voler figli, né una famiglia, perché avrebbero potuto distogliermi dal mio percorso.
Ma una piccola parte di me chiedeva di uscire.
Finché un giorno la mia sorellina rischiò di morire. La sua situazione è degenerata negli anni e questo rischio c’era stato anche altre volte, ma dentro di me scattò qualcosa di diverso.. Lì in mezzo alla paura di
perderla, di vedere la mia famiglia soffrire, c’erano anche altri pensieri: Cosa sarà di me? Cosa sarà della
mia vita senza la mia Sara? Chi Sono io?
Li mi resi conto che avevo basato la mia vita in relazione ad altro e ad altri.
Così iniziai, quasi inconsciamente, a chiedere aiuto alla vita e questo periodo di difficoltà mi spinse a
guardarmi intorno. La mia attenzione fu catturata da uno dei più sensibili animali al mondo, che già amavo ma che cominciai a vedere con occhi diversi.. il cavallo.

E così per me è iniziata una nuova avventura …

 

Articolo Valentina Lisi