Essere mamma, un anno dopo.

Sono sempre stata una persona tranquilla, e anche ora lo sono. Chissá, forse è per questo che i miei genitori mi hanno chiamato Va-lentina... sta di fatto che avevo bisogno dei miei tempi per fare le cose. Ero lenta a detta di qualcuno, ma si sa, ognuno ha la sua visione della vita... il mio motto era: "chi va piano, va sano e va lontano."  Insomma, ero fatta cosi. 
E sono sempre riuscita a stare " nei tempi" dopo tutto.

Poi, un bel giorno.... è arrivata la maternità. E mio figlio è nato. Ed ecco che improvvisamente mi sono ritrovata in un altro tempo o meglio, a dover allineare il mio tempo con quello del mio piccolino. 
La reazione?: Eeeeeh??? Allineare??? E come si fa???

Avete presente la sensazione di soffocamento che si prova quando ti va qualcosa di traverso? Ecco proprio quella. E mille miliardi di interrogativi si affiancavano a quella spaventosa sensazione. Mi sentivo come se non avessi più uno spazio mio, intimo. Se l' era preso tutto il bambino. Troppe, tante cose da fare tutte insieme: il bambino, la casa, il lavoro... mi sembrava di impazzire!

Almeno cosi credevo..

Ecco.. questo è stato l' atteggiamento mentale con cui ho  prettamente affrontato il primo anno di maternità. Inutile nasconderlo.

poi.. piano piano che il bambino cresce, cresci anche tu.

Principalmente è stato l' amore per mio figlio a prepararmi a saltare... volevo dar lui un esempio.

Dunque ho compreso che quella sensazione di soffocamento era legata allo spazio che potevo (o non potevo) creare all'interno della mia mente e che si rifletteva, di conseguenza, anche nella mia vita quotidiana.
Ho compreso che per poter creare questo spazio interno, dovevo abbandonare tutte le idee e le convinzioni che avevo creato su di esso. Ho dovuto quindi,  ACCETTARE questa nuova condizione di vita. Così come mi si era presentata. Senza giudizio.

Ho scavato dentro di me, in profondità. Mi sono calata negli abissi del mio interiore. Attraverso la meditazione e grazie alla guida della mia parte autentica,  sono riuscita ad entrare dentro quella parte che avevo sempre evitato perché  piena di paure, di incertezze, di aspettative, di sfiducia, di idee su come essere una buona madre o una cattiva madre ecc..
E grazie a questo passaggio, ho visto chiaramente che proprio questa parte della mia mente che continuavo ad evitare, stava manipolando le mie azioni nei confronti degli altri e di me stessa. E mi faceva star male perché non era questo che volevo.  Quindi quel "sentirmi soffocare e senza tempo" era un condizionamento che io stessa avevo creato!
E poi.. è arrivata! l'intuizione!: Se ero stata capace di creare tutto questo circo che mi soffocava,  allora potevo anche crearne un altro, nel senso contrario. Proprio partendo da ciò che non credevo possibile e cominciando a renderlo possibile. Credendoci. E poi disegnando ogni mio nuovo passo.
Ho cominciato a vedere tutte quelle cose da fare come qualcosa che faceva parte della mia vita e di me. E una nuova energia ha cominciato a scorrere dentro di me anche quando la stanchezza riappare e i pensieri oscuri bussano alla mia porta. Ma è semplice: non apro. 
D'altronde "Se bussasse alla tua porta un ladro, che fai? Apriresti? Ovvio che No!"
 
La vita ha sempre in serbo per noi grandi insegnamenti e sono proprio quei momenti difficili i nostri più grandi maestri. Perché quando ti trovi davanti ad un burrone hai 2 scelte: o torni indietro o salti. E se decidi di saltare puoi raccogliere tutta la fiducia che hai in te e saltare, consapevole che a tenerti la mano ci sono le tue parti spirituali, che non potranno mai lasciarti andare perché sono parte di te. 

Questo, è l' insegnamento che mi regalo oggi. 

Articolo di Valentina Mereghetti.